Guerra armi e ambiente

Seminario di riflessione
mercoledì 22 aprile ore 14.30-17.30
Fondazione Luigi Micheletti
GUERRA, ARMI E AMBIENTE
DIFENDERE LA PACE, SALVARE IL PIANETA
L’avvento di Trump sembra stia mettendo in discussione in Occidente la narrazione consolidatasi negli ultimi trent’anni: la globalizzazione neoliberista è vincente e destinata a sconfiggere gli stati del terrore e le autocrazie conseguendo l’uniformazione al modello occidentale, fondato sul libero mercato, i diritti individuali, la democrazia.
Questo ottimismo, inoltre, è messo a dura prova dagli orrendi crimini contro l’umanità perpetuati da Israele a Gaza, con il sostegno di buona parte dell’Occidente, nonché dall’illegale aggressione all’Iran da parte degli Usa e di Israele, e infine dalla guerra “alle porte di casa” tra Russia e Ucraina, tutt’ora in corso, che minaccia di scatenare un conflitto mondiale nucleare.
In verità, studiosi più attenti, da diversi versanti ideologici, da tempo stanno mettendo radicalmente in discussione questa narrazione: John Mearsheimer, la grande illusione. Perché la democrazia liberale non può cambiare il mondo, Luiss University Press, Roma 2019; Cardini, La deriva dell’Occidente, Laterza, Roma-Bari 2023; E. Todd, La sconfitta dell’Occidente, Fazi, Roma 2024; A. Colombo, Il suicidio della pace. Perché l’ordine internazionale liberale ha fallito (1989-2024), Raffaello Cortina, Milano 2025.
Dunque, forse, staremmo transitando verso un mondo post-occidentale, del tutto nuovo rispetto a cinque secoli di storia in cui il dominio del sistema economia mondo capitalistico (I. Wallerstein; S. Arrighi) è appartenuto sempre ad una potenza occidentale (Spagna, Paesi Bassi, Inghilterra, Stati Uniti). Potrebbe affermarsi, per la prima volta nella modernità, un mondo multipolare, senza alcuna potenza dominante ed egemone, come sembrano auspicare i BRICS, un nuovo mondo che affida davvero e concordemente a istituzioni internazionali condivise il compito di derimere i conflitti tra le nazioni, sapendo che, in ogni caso, le grandi sfide della crisi ecologica e sociale rimangono del tutto aperte e richiedono un impegno comune.
In questo contesto complesso e in continua evoluzione vano visti con grande preoccupazione la corsa agli armamenti decisa dall’Ue, nonché il conseguente accantonamento dei pur timidi propositi di affrontare la crisi ecologica con il Green Deal o e i fallimenti delle ultime Cop convocate per la crisi climatica
Un focus particolare intendiamo dedicare alla Palestina, sia per valorizzare le recenti mobilitazioni giovanili, sia perché si tratta di un caso esemplare del rapporto perverso tra guerra e crisi ambientale: oltre alle tante vittime umane, quasi tutte civili, causate dalla criminale aggressione di Israele a Gaza, quei territori sono stati resi invivibili dalle distruzioni e dagli inquinanti dispersi in ambiente a seguito dei bombardamenti; a ciò si aggiungerebbe il paradosso di una ricostruzione affidata ai Petrostati del Golfo (gli stessi che hanno fatto fallire le Cop impedendo che si potessero anche solo citare i fossili) e con la regia degli Usa che l’ultima Cop l’hanno addirittura disertata.
Il seminario, dunque, ha lo scopo di approfondire questi temi per rilanciare una prospettiva di pace, unica condizione per affrontare sia la crisi ecologica, che la crisi sociale, ambedue aggravate dai trent’anni di egemonia neoliberale.
I materiali prodotti potrebbero poi essere raccolti in un dossier da pubblicare su “Altronovecento” https://altronovecento.fondazionemicheletti.eu/
Programma
Per gli studenti delle superiori di Brescia è prevista una conferenza:
“Vogliamo pannelli solari non bombe” di Luca Mercalli
Venerdì 17 aprile 2026 ore 9-11 , Istituto superiore “Tartaglia – Olivieri”
Seminario di riflessione
22 aprile ore 14 e 30 – 17 e 30,
sala di lettura della Fondazione Luigi Micheletti, via Cairoli 9, Brescia Coordina i lavori Davide Caselli.
Comunicazioni di 15-20 minuti:
Le grandi mobilitazioni per la Palestina, Mariam Ahmad
Dai movimenti per il clima del 2019 a quelli recenti per la Palestina, Emanuele Leonardi
Verso un mondo post-occidentale, Marino Ruzzenenti
Il peso ambientale delle armi, “merci oscene”, Enzo Ferrara
Il danno alla salute delle guerre, a Gaza e non solo, Pirous Fateh-Moghadam Al termine previsto un momento conviviale.
Brevi bio dei partecipanti:
Davide Caselli, professore associato di Sociologia dell’ambiente e del territorio (GSPS-08/B) e insegna Culture urbane e Sociologia del territorio e comunicazione ambientale al Corso di laurea triennale di Scienze della comunicazione e Welfare locale e istituzioni culturali al Corso di laurea magistrale in Valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale presso il Dipartimento di Lettere, Filosofia e Comunicazione dell’Università di Bergamo. I suoi principali interessi di ricerca riguardano le politiche sociali, il lavoro sociale, il ruolo di esperti ed expertise nelle società contemporanee e i processi di finanziarizzazione. Su questi temi ha pubblicato il libro, Esperti. Come studiarli e perché (il Mulino, 2020) e diversi articoli su riviste scientifiche nazionali e internazionali.
Mariam Ahmad, 26 anni, Palestinese nata e cresciuta a Brescia, studentessa di sistemi agricoli sostenibili presso l’università degli studi di Brescia. Giovane attivista da sempre impegnata nella causa palestinese.
Emanuele Leonardi, Professore Associato presso l’Università di Bologna dal 2024, svolge le sue attività nell’ambito della sociologia economica. Gli interessi di ricerca sono rivolti in particolare all’ecologia politica, all’ambientalismo operaio e ai movimenti per la giustizia climatica. Attualmente
incentra la sua ricerca sui temi della Transizione Giusta, in particolare nel contesto dei progetti PRIN ‘Just Transition in the Factory’ e PRIN PNRR ‘Digital Food and Just Transition’. Suoi articoli sono ospitati in riviste prestigiose quali “Ecological Economics”, “Globalizations, Sustainability: Science, Practice and Policy”, “Sociologia del Lavoro”, e “Partecipazione e Conflitto”. Per l’editore Orthotes ha pubblicato Lavoro Natura Valore. André Gorz tra marxismo e decrescita (2017) e L’era della giustizia climatica (2023 – con Paola Imperatore).
Marino Ruzzenenti, responsabile del Centro di storia dell’ambiente della Fondazione Luigi Micheletti, ultimo testo in uscita per Altreconomia, La fine dell’Occidente? Cinque secoli di dominio del mondo al capolinea.
Enzo Ferrara, chimico ricercatore presso l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica-INRIM e presidente del Centro Studi per la pace dedicato a Domenico Sereno Regis (Torino), Direttore del Gruppo di Redazione di “Medicina Democratica”, socio della cooperativa “Epidemiologia & Prevenzione”, redattore e collaboratore delle riviste “Gli Asini”, “Altronovecento”, “Vision For Sustainability e Close Encounters in War”.
Pirous Fateh-Moghadam, laureato in medicina e specializzato in Igiene e Medicina preventiva presso l’Università di Bologna, con master universitario di II livello in Epidemiologia Applicata presso l’Istituto superiore di sanità/Università Tor Vergata di Roma. Lavora presso il Dipartimento di Prevenzione dell’Asuit di Trento. I suoi interessi professionali maggiori sono il monitoraggio della salute e dei fattori che la determinano ponendo attenzione anche alle disuguaglianze sociali nella salute, alle relazioni tra salute e sostenibilità ambientale e all’impatto sulla salute di guerra e militarismo. Coordina il gruppo di lavoro di promozione della pace dell’Associazione Italiana di Epidemiologia ed è l’autore di Guerra o salute, Il Pensiero Scientifico Editore, 2023.